Fiume - Racconto tradizionale ebraico riscritto da Tomas Jelinek
Categoria : MISTERI NASCOSTI
Pubblicato da D.N. in 10/12/2009
In un villaggio dell'est d'Europa, dove le case erano costruite in legno e i bianchi alberi di betulla si mescolavano con l'infinito, abitavano due amici Jojne e Shlomo. Andavano assieme nel cheder [scuola] e insieme rimanevano nel Bel Knesser [sinagoga] a discutere la Torà [Legge].



 Il fiume che divideva in due il villggio, separava anche le abitazioni di Jojne e Shlomo. Ma un giorno, dopo una delle tante guerre, quel fiume si trovò a far da confine tra due Stati nemici.

Furono distrutti i ponti e le sentinelle che sorvegliavano parlavano lingue diverse. I Signori della Guerra non si accontentarono e la sete di conquista prevalse. In lingue diverse fu impartito lo stesso ordine ai Caporali: «Catturate tutti i ragazzi e insegnate loro a sparare».

Jojne e Shlomo si ritrovarono in eserciti opposti.

La battaglia era durissima e Distruzione e Morte erano vincitori. Unica legge: sparare per primi.

Quando Shlomo si ritrovò davanti la canna di un fucile fu capace solo di pregare nella sua lingua sacra: «Shma Israel... [ascolta Israele]». A quelle parole il fucile si abbassò scoprendo la faccia sorpresa di Jojne.




I due giovani si abbracciarono forte e quell'abbraccio fraterno divenne la Danza della Vita; quell'attimo ebbe il potere di fermare la guerra. Tutti i soldati infatti cominciarono a guardarsi meglio e a riconoscersi. La c'erano due cugini, qua due vicini, laggiù addirittura padre e figlio.

Non si sentirono spari, ma solo grida di gioia in tutto il bosco.