L’epatite C è una malattia del fegato causata dal virus HCV. La via di trasmissione è quella del contatto diretto con il sangue di qualcuno già infettato dal virus.
La causa più comune di trasmissione è l’utilizzo promiscuo di aghi e siringhe infette che, correttamente, sarebbero monouso. Altre cause meno comuni di trasmissione sono:
In rari casi l’HCV può essere trasmessa dalla madre infetta al bambino, durante il parto. Questo rischio è più consistente nelle donne coinfette con il virus HIV.
Il padre non trasmette il virus al nascituro attraverso la fecondazione.
Il sangue per le trasfusioni, potenziale veicolo di contagio, è oggi analizzato per rintracciare la possibile presenza del virus HCV. Pertanto il rischio di contrarre l’infezione tramite trasfusioni è da considerarsi accidentale e altamente improbabile.
Contrariamente alle altre epatiti, in cui la cronicizzazione della malattia era l’eccezione e non la regola, l’epatite C provoca con un unico evento acuto nella minoranza dei casi. Infatti solo il 30% circa delle persone infettate da HCV sono in grado di debellare il virus attraverso il lavoro del proprio sistema immunitario, e ciò accade nel giro di circa sei mesi. Il restante 70% dei pazienti che hanno contratto il virus, non si libera del virus stesso e sviluppa un’infezione da HCV a lungo termine o cronica.
La maggior parte delle persone con epatite C acuta e cronica sono asintomatici. Per tale motivo l’epatite C può addirittura richiedere decenni prima di dare manifestazioni clinicamente rilevanti e quindi essere diagnosticata.
I sintomi non differiscono in maniera sostanziale da quelli delle altre epatiti e includono debolezza, dolori articolari, prurito cutaneo, dolore muscolare, mal di stomaco e ittero (il presentarsi di un colorito giallastro della cute e delle sclere oculari).
L’epatite C è diagnosticata con un test del sangue. Tuttavia i comuni esami sul sangue condotti di routine non includono il test per HCV, pertanto la verifica sierologica deve essere richiesta esplicitamente dal medico curante.
Per questo motivo la maggior parte delle persone affette da epatite C asintomaticanon sanno di avere la malattia. Potrebbero scoprire tale infezione se sono donatori di sangue in quanto nei donatori tale test è eseguito obbligatoriamente.
A volte, per approfondire le cause di un problema riconducibile al fegato, si evidenziano alterazioni persistenti degli enzimi epatici. In tal caso è buona norma proseguire nelle indagini per escludere o confermare l’infezione da epatite C e valutare se c'è - e di che entità è - il danno al fegato provocato dal virus.
Chiunque è stato esposto al sangue di persone infette è a rischio. Quindi è opportuno eseguire un consulto medico per eseguire il test per HCV:
Alcuni pazienti con epatite C potrebbero beneficiare di terapie antivirali conPeginterferone e ribavirina per combattere la carica virale e limitare il danno epatico.
Tali farmaci però non possono essere utilizzati in tutti i pazienti infetti da HCV e potrebbero inoltre causare importanti effetti collaterali: ad esempio le donne in gravidanza non possono utilizzare tali terapie. Pertanto è importante discutere i pro e contro del trattamento dell’epatite C con il medico specialista.
Non ci sono vaccini per prevenire l’HCV, pertanto l’unico modo per prevenirla èevitare le fonti di rischio. L’infezione può essere evitata prendendo alcune precauzioni, partendo da quanto detto in precedenza:
L’epatite C è una infezione seria che a lungo termine può portare a malattie epatiche fatali come la cirrosi e il tumore. Tuttavia con adeguati controlli medici, i pazienti con epatite C possono condurre una vita attiva e normale.