Un giorno, al nostro solito appuntamento, mi disse che era incinta, io non sapevo che fare che dire, ero confuso, lei mi disse che voleva abortire, io la convinsi di non farlo e così fu. Dopo un pò mi chiamò e disse che doveva andare da sua sorella a Lucca che stava poco bene e per due settimane non ci vedemmo. Al suo ritorno il pancione si era fatto più grande, era stupenda, mi disse che si era separata dal marito adesso era libera. Partorì in una clinica privata, andai a trovarla e incontrai sulla clinica, il medico di famiglia, mi chiese come mai mi trovavo li, gli spiegai che ero andato a trovare un'amica di mia madre, quando capì chi era mi disse: Poverina ne ha bisogno da poco è morto il marito, ed ha avuto un figlio. Andai in panne.
Il mio dolce amore stava con me e aveva il marito con il tumore a casa, in stato terminale che poi dopo un pò mori. Quando disse che doveva andare dalla sorella a Lucca non era vero, era morto il marito. Dopo pochi giorni chiesi hai miei genitori che volevo fare l'università a Roma non più a Napoli, mi accontentarono, non la vidi più, il mio dolce o meglio amaro amore, era una donna cattiva; come si può avere un amante e avere a casa un marito in stato terminale, come si può essere così calda con me e tornare a casa dal marito in quelle condizioni.
Sono passati circa vent'anni, mi sono laureato sono medico, sposato felicemente, sono rimasto a Roma, una città fantastica. Un giorno tornando dai miei genitori andai a fare un pò di spesa al centro commerciale da solo, in cuor mio volevo cercare di incontralla, io me ne andai senza dire niente per la sua disonestà, ebbene l'incontrai, era davvero vecchia aveva o meglio ha 60 anni, lei quando mi vide si bloccò alla cassa, infatti il cliente che doveva essere fatto il conto la richiamò, io andai da lei e mi disse: Segnati questo numero di telefono è di tuo figlio. Segnai il numero e il giorno dopo lo chiamai, non sapevo bene che cosa dirgli ecc, rispose lei, Antonio ha lasciato il cellulare a casa, dimmi cosa volevi dirgli, interruppi la conversazione buttai il biglietto con il numero, ma adesso a Roma non riesco a vivere, o meglio non riesco ad essere sereno, Non so se un giorno ritornerò al centro commerciale.
N.B. La posta della rubrica " Sotto Voce " viene pubblicata integralmente, senza correzioni ne tagli, cestinando solo le storie ritenute troppo forti o di contenuto volgare.
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