L’infiammazione sistemica aumenta il rischio di morte cardiovascolare nei pazienti con artrite reumatoide
Articolo di Dott. Giuseppe De Cicco pubblicato il 13/7/2008 (1881 Letture)
Per tutti i soggetti arruolati ( n = 603 ) sono stati valutati: il manifestarsi dei vari fattori di rischio cardiovascolare, gli indicatori di infiammazione sistemica, la gravità dell’artrite reumatoide e le comorbidità.
Le cause del decesso sono state accertate attraverso i certificati medici e le cartelle cliniche.
I modelli di regressione di Cox sono stati impiegati per stimare i predittori indipendenti di morte cardiovascolare.
Durante il periodo medio di follow-up di 15 anni sono stati accertati 354 decessi ed, in 176 casi, la causa del decesso è stata di origine cardiovascolare.
Una storia personale di malattia coronarica, l’abitudine al fumo, l’ipertensione, il basso indice di massa corporea ed il diabete mellito, così come le comorbidità, tra cui la malattia vascolare periferica, la malattia cerebrovascolare, la malattia polmonare cronica, la demenza, le ulcere, le neoplasie, la malattia renale, la malattia epatica ed una storia di alcolismo, sono risultati tutti fattori di rischio per la morte cardiovascolare ( p < 0.01 per ognuno ).
Dalle analisi di regressione di Cox, controllate per i fattori di rischio cardiovascolare e per le comorbidità, è emerso che il rischio di morte cardiovascolare era significativamente più elevato tra i pazienti con artrite reumatoide con almeno 3 valori di velocità di sedimentazione eritrocitaria di 60mm/ora o più ( hazard ratio, HR = 2.03 ), con vasculite da artrite reumatoide ( HR = 2.41 ), e con malattia polmonare da artrite reumatoide ( HR = 2.32 ).
I risultati ottenuti hanno indicato che l’infiammazione sistemica aumenta il rischio di morte cardiovascolare tra i pazienti con artrite reumatoide.(
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