
La prima accoglienza fornisce all'immigrato i mezzi essenziali per la sopravvivenza, come vitto, alloggio e vestiario, oltre all'obbligo di accertamenti sanitari, miranti prevalentemente a evidenziare la presenza di malattie infettive.
Lo SPRAR, invece, ha un compito diverso, rappresenta la fase successiva a quella della prima accoglienza.
Il primo compito e quello si stabilire l'idoneità dell'immigrato alla permanenza in Italia e successivamente di dare vita al progetto di inserimento sociale dell'immigrato stesso.
Purtroppo, però, spesso, fra la prima accoglienza e la successiva gestita dai comuni, passano alcuni mesi, durante i quali molti immigrati scappano in altri paesi europei.
Queste due fasi, nonostante così chiaramente distinte, vengono ignorate da alcuni politici, gestiscono anche la prima accoglienza, senza però ottemperare all'obbligo di accertamento sanitario dell'immigrato, come per legge, con il rischio di contagio e di diffusione di malattie infettive come la Sifilide e l'AIDS.
E questo non accade solo nei piccoli comuni ma anche o, forse soprattutto, nelle grandi città, dove la torta da spartire e più grande e appetitosa.
I politici corrotti, protagonisti di queste vicende, per realizzare i loro piani criminosi, insieme ad amici compiacenti, fondano fantomatiche cooperative senza scopo di lucro'. Un paravento terminologico questo, che ormai non funziona più, visto che molti dei politici coinvolti sono stati individuati e arrestati.
Non ne beneficia certo la categoria, nella quale militano anche persone oneste e bravi amministratori.
Peccato che siano così pochi!
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